Emergenza COVID-19: Area Confindustria

CONFINDUSTRIA è il nostro punto di riferimento principale e di rappresentanza industriale nei confronti del Governo Italiano.

Dalla Confederazione riceviamo quasi quotidianamente molte informazioni che riguardano le disposizioni governative relative all'emergenza in atto; proponiamo in quest'area tutta la documentazione che riceviamo e che riteniamo debba essere sottoposta alla vostra attenzione.

18 ottobreDPCM contenente ulteriori aggiornamenti sulle misure adottatte per contrastare l'emergenza epidemiologica

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7 settembre - DPCM sulla proroga fino al 7 ottobre delle disposizioni adottate nel DPCM del 7 agosto per contrastare l'emergenza epidemiologica e principali novità di interesse per le imprese.

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11 giugno - DPCM contenente ulteriori aggiornamenti sulle misure adottatte per contrastare l'emergenza epidemiologica

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25 maggio - Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (cd. Decreto Rilancio): Nota di analisi e primi commenti da parte di Confindustria

Nota introduttiva:
Il 22 maggio Confindustria ha redatto una nota di commento e di analisi sul cosiddetto Decreto Rilancio. Nel documento vengono riportate nel dettaglio le misure economiche che verranno attuate a sostegno e rilancio dell'economia italiana accompagnate da una nota introduttiva della stessa Confindustria, dove vengono evidenziate le principali criticità riscontrate nel DL dalla stessa Confederazione industriale italiana. 

Scarica la Nota di analisi e primi commenti da parte di Confindustria sul DL 19 maggio 2020 

22 maggio - Decreto-Legge 33/2020 "Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19"

Riportiamo di seguito la nota informativa predisposta da Confindustria riguardo il DL 33/2020; quanto espresso dalla Confederazione industriale italiana, come sempre, è già stato  opportunamente segnalato al Governo centrale:

Il recente decreto-legge 33/2020 (Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19), all’articolo 1, commi 14 e 15, prevede che “le attività economiche, produttive e sociali devono svolgersi nel rispetto dei contenuti di protocolli o linee guida idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in ambiti analoghi, adottati dalle regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali. In assenza di quelli regionali trovano applicazione i protocolli o le linee guida adottati a livello nazionale. Le misure limitative delle attività economiche, produttive e sociali possono essere adottate, nel rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità, con provvedimenti emanati ai sensi dell'articolo 2 del decreto-legge n. 19 del 2020 o del comma 16. Il mancato rispetto dei contenuti dei protocolli o delle linee guida, regionali, o, in assenza, nazionali, di cui al comma 14 che non assicuri adeguati livelli di protezione determina la sospensione dell'attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza”.

Per tutte le attività economiche (produttive e sociali), obblighi e sanzioni sono quindi riferiti a protocolli e linee guida regionali e, solo in mancanza, nazionali.
Il DPCM del 17 maggio 2020, invece, “attuativo” dei DL 19 e 33, prevede una regolamentazione differente.

L'articolo 1 (ed i relativi 17 allegati), disciplina, tra l’altro, le modalità delle riaperture e delle attività lavorative per alcuni settori.
In questa disposizione viene assegnata valenza prioritaria alla disciplina regionale e, in mancanza, a quella nazionale
.

All’articolo 2, invece, che disciplina specificamente le attività produttive industriali e commerciali, (“fatto salvo quanto previsto dall'articolo 1") si fa riferimento esclusivamente ai noti protocolli nazionali: nessun riferimento a competenze regionali su questi ambiti.
La disciplina dettata dall'art. 2 riguarda tutte le attività industriali e commerciali (tranne quelle dell’articolo 1), ovunque siano dislocate (“sull'intero territorio nazionale”).

Quindi, il DPCM, dando attuazione del decreto-legge n. 33/2020, distingue puntualmente due ambiti di attività ed assegna a ciascuno una regolamentazione differente: le regioni intervengono negli ambiti produttivi descritti nell’articolo 1, mentre in quelli disciplinati nell’articolo 2 vigono esclusivamente i nostri protocolli.
Il DPCM 17 maggio ha dunque declinato le previsioni del DL n. 33/2020 seguendo una linea di chiara differenziazione tra attività produttive industriali e commerciali, oggetto dell'art. 2 dello stesso DPCM, e altre attività economiche, oggetto invece dell'art. 1. Solo per queste ultime il DPCM fa discendere dai protocolli o linee guida regionali – e solo in assenza, da quelli nazionali – obblighi e responsabilità per i datori di lavoro.

Appare, dunque, estremamente opportuno confermare la perdurante validità ed efficacia dei protocolli nazionali richiamati all'art. 2 del DPCM.
Al tempo stesso, come Confindustria abbiamo già segnalato la problematica al Governo e torneremo a ribadire, a questo punto, la necessità di un chiarimento ufficiale.

17 maggio - DL 16 maggio 2020 e DPCM 17 maggio 2020

Scarica il DL 16 maggio 2020

Scarica il DPCM 17 maggio 2020

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24 aprile - PROTOCOLLO DI SICUREZZA DEGLI AMBIENTI DI LAVORO E COMMENTO DI CONFINDUSTRIA

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23 aprile - ALITALIA PUBBLICA LE INFORMAZIONI UTILI PER CHI DEVE E DOVRA' TORNARE A VIAGGIARE 

Alitalia pubblica un protocollo relativo alle nuove disposizioni di sicurezza applicate in tempi di COVID-19.

Scarica la presentazione Alitalia

21 aprile - "GARANZIA ITALIA": AVVIO OPERATIVITA' STRUMENTO SACE

Nota introduttiva:
E' stata avviata l'operatività di “Garanzia Italia”, il nuovo strumento per sostenere, attraverso la garanzia di SACE e la controgaranzia dello Stato, la concessione di finanziamenti alle imprese danneggiate dall’emergenza Covid-19, come previsto dall'articolo 1 del Decreto Legge n. 23/20 (cosiddetto DL Liquidità).

Di seguito il link ai comunicati stampa di SACE e di ABI con i quali viene data notizia dell'avvio:

Il portale dedicato all'inserimento da parte delle banche delle richieste di garanzia è disponibile sulla pagina www.sacesimest.it/coronavirus/garanzia-italia, dove si trova anche un simulatore un simulatore che fornisce una prima indicazione dell’importo finanziabile.

Scarica la Circolare ABI il Manuale Operativo e le Condizioni Generali del contratto di garanzia relative a "GARANZIE ITALIA"

10 aprile - DPCM SULLE ATTIVITA' PRODUTTIVE A PARTIRE DAL 14 APRILE 2020

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7 aprile - NOTE SUL DECRETO LEGGE A FAVORE DELLA LIQUIDITA' DELLE IMPRESE

Scarica la nota integrale

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2 aprile - COMUNICATO STAMPA CDP (Cassa Depositi e Prestiti) SU NUOVE MISURE STRAORDINARIE PER L'EMERGENZA COVID-19 

Nota introduttiva: 
CDP ha messo a punto una nuova linea di intervento, per 2 miliardi complessivi, dedicata a fornire liquidità immediata alle medie e grandi imprese (indicativamente con fatturato superiore ai 50 milioni di euro) in attesa dell’avvio operativo dei meccanismi di garanzia previsti dal DL Cura Italia.

Tale linea prevede che CDP possa erogare, anche in pool con altre Istituzioni finanziarie, finanziamenti di durata fino a 18 mesi a copertura dei fabbisogni finanziari delle imprese medie e grandi per esigenze temporanee di liquidità, supporto al capitale circolante e sostegno agli investimenti previsti dai piani di sviluppo delle aziende. La quota di CDP nell’ambito di tali finanziamenti sarà di importo compreso tra 5 e 50 milioni di euro.

Inoltre, CDP ha approvato un’operazione di rinegoziazione dei mutui degli enti territoriali (Comuni, Città Metropolitane, Province e Regioni) che consentirà a 7.200 enti di rinegoziare circa 135 mila prestiti per un debito residuo complessivo di 34 miliardi di euro. La misura consentirà di liberare risorse, nel 2020, fino a 1,4 miliardi di euro, che gli enti potranno destinare anche ad interventi per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Scarica il comunicato stampa di CDP del 2 aprile

1 aprile - DPCM 1 APRILE: ESTENSIONE DELL'ATTUALE REGIME DELLE MISURE PER IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DI COVID-19 FINO AL 13 APRILE

Su precisazioni di Confindustria: nel prorogare fino al 13 aprile l’efficacia delle misure di contenimento, il provvedimento in questione si riferisce sia alle disposizioni del DPCM 22 marzo, sia a quelle del DM 25 marzo, sebbene non espressamente richiamato dall’art. 1, co. 1, del nuovo testo.
Infatti, il DM 25 marzo è stato adottato in virtù dell’art. 1, co. 1, lett. a) del DPCM 22 marzo. Pertanto, essendo stata prorogata l’efficacia della fonte abilitante il DM, le sue previsioni e il relativo allegato 1 devono considerarsi ancora efficaci. Come pure rimane aperta la possibilità che, con un ulteriore, successivo DM, quella lista possa essere modificata.

Scarica il DPCM dell'1 aprile

31 marzo - LETTERA DEL PRESIDENTE BOCCIA AI PRESIDENTI DELLE ASSOCIAZIONI

Scarica la lettera del Presidente Boccia

27 marzo - APPROVAZIONE NUOVO DECRETO DEL 25 MARZO: IL GOVERNO INASPRISCE LE SANZIONI E DISCIPLINA L'INTERVENTO DELLE REGIONI

Nota introduttiva: 
E' stato pubblicato il 25 marzo in GU il Decreto-legge n. 19/2020, che contiene misure urgenti che hanno l’obiettivo di razionalizzare la tipologia e il procedimento di adozione delle misure di contrasto e contenimento alla diffusione dell’epidemia, coordinare gli atti adottati dai vari centri istituzionali e amministrativi, nonché rafforzare le sanzioni in caso di violazione delle misure.

In particolare, per quanto riguarda la tipizzazione delle misure, il DL prevede che possano essere adottate, per l’intero territorio nazionale o su parte di esso, per un periodo non superiore a 30 giorni (ma reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020, termine ultimo stabilito per lo stato di emergenza), secondo i principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio.
L’elenco delle misure adottabili, che riprende in sostanza quelle previste dai diversi provvedimenti successivi alla dichiarazione dello stato di emergenza, contiene una serie di limitazioni a libertà e diritti costituzionalmente garantiti (es. libertà di circolazione, soggiorno ed espatrio, libertà di riunione, di culto e di insegnamento, libertà di iniziativa economica, diritto all'istruzione).

Inoltre, al fine di coordinare gli interventi di contenimento ai vari livelli istituzionali e amministrativi (Stato, Regioni e Comuni), consente alle Regioni di adottare, nell'ambito delle loro competenze, nelle more dell’adozione dei DPCM e con efficacia limitata fino a tale momento, misure ulteriormente restrittive, tra quelle tipizzate dal DL, ma solo in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario. In ogni caso, i provvedimenti regionali non possono incidere sulle attività produttive e su quelle di rilevanza strategica per l’economia nazionale, salvaguardando così l’uniformità delle misure di contenimento che limitano o addirittura precludono tali attività.
Ai Sindaci viene preclusa la possibilità di adottare ordinanze in contrasto con le misure statali.

Con riferimento alle sanzioni, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento è punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro, che prevale su altre sanzioni economiche eventualmente previste. Se il mancato rispetto delle predette misure avviene mediante l'utilizzo di un veicolo, le sanzioni sono aumentate fino a un terzo. In alcuni casi – tra cui anche la violazione delle misure relative all'esercizio dell’attività di impresa – si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell'esercizio o dell'attività da 5 a 30 giorni.

Scarica il Decreto Legge del 25 marzo 2020 n. 19 riordino Covid-19

26 marzo - CERTIFICATI DI FORZA MAGGIORE  PER LE IMPRESE RILASCIATI DALLE CAMERE DI COMMERCIO. CIRCOLARE DEL MISE

Nota introduttiva: 
Il MISE ha diramato a Unioncamere, CCIAA e Associazioni imprenditoriali, una Circolare (in allegato) sulla possibilità, per le stesse Camere, di rilasciare alle imprese dichiarazioni sullo stato di emergenza conseguente all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e sulle restrizioni imposte dalla Legge per il contenimento dell'epidemia.

Tali dichiarazioni saranno rilasciate in lingua inglese e con riferimento ai contratti con controparti estere, affinché le imprese possano esibirle a queste ultime per giustificare l’impossibilità di assolvere nei tempi agli obblighi contrattuali già assunti, per motivi imprevedibili e indipendenti dalla volontà e capacità aziendale.

La Circolare fa seguito alla richiesta di Confindustria di favorire, in linea con le prassi seguite in altri ordinamenti stranieri, compresi alcuni Stati membri dell’Ue (es. Austria), il rilascio di certificati di forza maggiore da parte delle Camere di Commercio.

Si tratta di un primo importante intervento assunto a legislazione vigente, che testimonia l'attenzione del Ministero sulla problematica. Al fine di ampliare il perimetro delle dichiarazioni camerali e valorizzare il riconoscimento della forza maggiore nell'esecuzione dei contratti, stiamo intervenendo anche nell'iter di conversione del DL Cura Italia, sostenendo un emendamento che attribuisce espressamente alla CCIAA la competenza a rilasciare i certificati alle imprese impossibilitate - anche temporaneamente - all'adempimento, a prescindere dalla natura (nazionale o internazionale) del contratto.

Scarica la circolare MISE sulle Attestazioni camerali relative alle dichiarazioni delle imprese sussistenza causa di forza maggiore per emergenza COVID-19

26 marzo - DECRETO DEL MINISTERO SVILUPPO ECONOMICO E LISTA CODICI ATECO DPCM 22 MARZO SULLE ATTIVITA' INDUSTRIALI E COMMERCIALI CONSENTITE (aggiornamento)

Nota introduttiva e di precisazione come da comunicazione ricevuta da Confindustria: 

"Coerentemente con l’impianto del DPCM 22 marzo 2020, appare ragionevole ritenere che l’articolo 1, comma 3, del DM 25 marzo 2020, che consente la prosecuzione delle attività necessarie alla sospensione fino al 28 marzo pv, si applichi solo alle attività sospese per effetto del nuovo decreto (es. attività non più ricomprese nel nuovo allegato 1, attività funzionali ad assicurare la filiera delle attività non più ricomprese nel nuovo allegato 1) e non a tutte le imprese.

Infatti, qualora l’attività di un’impresa risulti sospesa ai sensi del DPCM 22 marzo 2020 e tale sospensione è confermata dal DM 25 marzo 2020, il termine per le attività necessarie alla sospensione, compresa la spedizione della merce in giacenza, rimane quello dello scorso 25 marzo.

Rispetto alle attività sospese al 25 marzo ai sensi del DPCM 22 marzo 2020, la FAQ 23 del documento di Confindustria chiarisce che - in via del tutto eccezionale - è consentito completare le operazioni logistiche relative alle merci da spedire o da ricevere anche dopo il termine di sospensione. L'approccio da seguire è comunque restrittivo sia in termini di ambito (merci da spedire prodotte e immagazzinate ante 23 marzo ovvero merci da ricevere ordinate ante 23 marzo) sia in termini operativi (ricorso al minor numero di addetti, rispetto dei Protocolli anti-contagio).

Di seguito, il link alla pagina del sito del MISE dedicata al nuovo DM 25 marzo 2020."

https://www.mise.gov.it/index.php/it/per-i-media/notizie/it/198-notizie-stampa/2040912-modifiche-al-decreto-del-presidente-del-consiglio-dei-ministri-22-marzo-2020

Scarica l'aggiornamento del DPCM 22 marzo

24 marzo - FAQ CONFINDUSTRIA SU DPCM 22 MARZO

Scarica le FAQ DPCM 22 marzo

22 marzo - DPCM DEL BLOCCO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE

Scarica il testo completo del Decreto

Scarica l'elenco delle attività escluse dal Decreto

22 marzo - BOCCIA SCRIVE A CONTE: DA IMPRESE ASSUNZIONE RESPONSABILITÀ' SU STRETTA MISURE DI CONTENIMENTO

Scarica la lettera del Presidente Boccia inviata al Presidente Conte

18 marzo - DL CURA ITALIA: NOTA DI COMMENTO DA PARTE DI CONFINDUSTRIA

Scarica la nota di commento Confindustria sul DL Cura Italia